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  • PRODUCENDO ALLESTIMENTI DI ALTA QUALITA’

LA NOSTRA SOCIETA’

Da ottobre 2016 Opera Futura è un marchio registrato prodotto e commercializzato da Opera Line S.R.L. per lo Stage & Production Management di opere liriche rivolto ad enti, fondazioni, festival e privati

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Tornate all’antico e sarà un progresso!

— Giuseppe Verdi —

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RECENSIONI

  • …se si dovesse scegliere un aggettivo per definire il nuovo “Elisir d’amore” sassarese sarebbe fresco. Di un candore immacolato, nell’essenziale scena fissa – una corte porticata che potrebbe essere anche il recinto di uno stabilimento balneare – dello scenografo e regista Paolo Panizza, nei costumi candidi, ma di tessuti preziosi, che con l’arrivo di Dulcamara acquistano via via colore e vivacità, i cui modelli sembrano usciti da un atelier di grande moda…

    — Andrea Merli, L'Opera n. 264 —
  • …l’allestimento della Cenerentola di Rossini, andata in scena ieri con pieno successo in un esaurito Filarmonico, nella regia di Paolo Panizza – con le scene di Franco Armieri e le coreografie di Lino Villa – ha perfettamente aderito a questo mondo di fantasticherie, di sintesi cinematica, dove il “cartoon” domina incontrastato col suo felice desiderio di sincronizzare il bene e il male. Una regia curatissima, quella di Panizza, tagliata con acume su ogni singola parola del libretto, ricca di trovate funzionali (e spassose) ad un progetto teatrale che offre una visione vicina alla sensibilità dei nostri giorni…

    — Gianni Villani, L'Arena del 01/02/2016 —
  • …al Teatro Sociale si è assistito a un ben riuscito Il Trovatore di Giuseppe Verdi, in un teatro stracolmo il regista Paolo Panizza ha dato prova di una sapiente orchestrazione degli scenari che nei loro movimenti simulavano a volte un accampamento, a volte un carcere, a volte un chiostro di monastero da dove provenivano voci di preghiera e il tutto dominato da una torre che sovrasta simbolicamente tutta l’opera…Il tutto si è svolto nella finzione scenica, nella morte continuamente evocata dentro una musica fiammeggiante con ritmi di danza, quasi un inno alla vita…

    — Carlo Folchini - Rovigo Oggi.it del 01/12/2014 —
  • …la strategia visiva simbolica di Paolo Panizza, che ha usato la gigantografia della camelia, della maschera, di una vetrata o di un varco sull’infinito alternati ai visi dei cantanti, consentendo anche a chi era nell’ultima fila del grande Auditorium di non sentirsi escluso da questa Traviata. Da sottolineare la magnificenza dei costumi di Valerio Maggioni evocanti scene del “Gattopardo” e nella proposizione tradizionale dei balletti del II atto…

    — Attilia Tartagli - gliamicidellamusica.net del 05/01/13 —
  • …la Traviata, opera con la quale mi ero appena cimentato al Donizetti di Bergamo e in una lunga trasferta in Giappone con Mariella Devia, è frutto di alcune idee ed intenzioni già sperimentate, puntando molto sulla chiarezza dell’intreccio, sui rapporti estremamente attuali dei personaggi, nel pieno rispetto del libretto e della musica. Non amo le stravaganze fini a sé stesse e mi piace lavorare in armonia con il compositore per esaltare ciò che già la musica esprime a meraviglia….la scelta dell’Art Dèco non è solo una scelta estetica, è una scelta decadente. Nell’Art Déco vedo la ricerca della bellezza da un lato, la voglia di vivere ed esagerare dopo la prima grande guerra, ma anche un senso di vuoto e di smarrimento che l’estetica da sola non può colmare…

    — La Prima Web - Intervista del 11/01/2011 a Paolo Panizza —
  • …Panizza ha osato, in perfetto stile Bohemienne ottenendo così una regia divertente e moderna, raccogliendo ben tre applausi fragorosi a scena aperta, per una Vedova allegra ricca di trovate ed invenzioni…

    — Il Quotidiano di Rimini - Gennaio 2014 —
  • [testimonial_side author=”Furio Morroni – Ansa Cultura del 08/09/2014″]…lunghi minuti di applausi per tutti gli artisti al termine dello spettacolo – al completo venerdì sera le 2. 200 poltrone in platea al Pafos Aphrodite Festival di Cipro per questo meraviglioso Così fan tutte di Mozart!…[/testimonial_slide]

  • …le scene di Franco Armieri mantengono un tocco di semplicità, dove i colori si fondano e si alternano venendo arricchiti dalle luci del regista Paolo Panizza, che nei frangenti di riflessi e chiari scuri permette alla semplicità di acquisire una dimensione ulteriore…

    — Mirko Gragnato - Operalibera.net del 04/02/2016 —
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